C'è un quaderno scritto a mano da bambini. Si chiama "El Mar. Visión de unos niños que no lo han visto nunca". Il mare come lo immaginano chi non l'ha mai visto. Parole storte, disegni ingenui. "Il mare sarà molto grande. Io non l'ho mai visto. Il maestro dice che andremo a farci il bagno."
Il maestro si chiamava Antoni Benaiges. Catalano, 33 anni, socialista, sognatore. Era arrivato a Bañuelos de Bureba — un borgo sperduto in provincia di Burgos — nel 1934, con una valigia, una stamperia e un'idea folle: insegnare ai bambini a essere liberi. Davvero liberi.
Usava il metodo Freinet. Niente cattedre, niente lezioni frontali. I bambini scrivevano, stampavano, creavano. Piccoli quaderni che raccontavano la loro vita, i loro sogni, le loro paure. Li mandava in altre scuole, in Francia, a Cuba, in Argentina. I bambini di Bañuelos — sei, otto, dieci anni — parlavano col mondo.
E Antoni...
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