On va s’arrêter là. Ci fermiamo qui. Secondo l’AFP, che lo riferisce dal libro, è la formula con cui uno dei proprietari di Chanel comunica a Virginie Viard la fine, il 5 giugno 2024. Quattro parole in francese. Lei capisce che la maison non sarà più sua già quella sera. Era entrata nel 1987 come stagista, nel ricamo dell’alta moda. Dal 1992 al 1997 era stata da Chloé, al seguito di Karl Lagerfeld, poi era tornata. Dopo la morte di Lagerfeld, nel 2019, aveva preso la guida creativa e l’aveva tenuta cinque anni.
Il comunicato di Chanel, quel giorno, parlava di quasi trent’anni dentro la casa. Nel libro lei scrive: per trentacinque anni, tutto il mio tempo è appartenuto a Chanel.
Il libro si chiama Un regard. Une vie chez Chanel, lo pubblica Éditions Stock ed è in libreria da fine settembre, nei giorni della Paris Fashion Week. All’AFP Viard dice...
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Non sarà la stagione dei grandi debutti, stavolta. Sarà quella delle conferme — con un'eccezione. Venerdì 25, lo stesso giorno di Demna, Moschino presenta...
Nel 2026 solo il 9% dei lavoratori vuole ancora la promozione. Stipendio equo, meno stress e flessibilità battono l’ambizione. Ma tra welfare reale e HR-washing il confine è sottile.
Da ragazza aspettavo quel programma con una curiosità che ancora non sapevo di avere. Il divano, mio fratello accanto, il televisore acceso su un uomo che mangiava ogni cosa fosse commestibile come se il mondo intero fosse un piatto da finire. Il cuore di cobra ancora caldo, a Saigon,...