Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Cristóbal Balenciaga, l’ultimo couturier

Per interpretare Cristóbal Balenciaga nella serie Disney+, Alberto San Juan ha dovuto imparare a maneggiare tessuti, forbici e aghi, oltre a studiarne il carattere. Un lavoro che gli ha permesso di rendere credibili i gesti di un uomo che costruiva la moda con le proprie mani.

È questo il dettaglio che distingue Balenciaga da quasi tutti gli altri grandi nomi della haute couture del Novecento. Sapeva fare tutto: progettare un abito, tagliare il tessuto, drappeggiarlo, cucirlo e rifinirlo. Era uno stilista e un artigiano insieme, capace di seguire ogni fase della creazione con le proprie mani.

Aveva imparato osservando la madre, sarta a Getaria, nei Paesi Baschi. A dodici anni era già apprendista in una sartoria di San Sebastián. Quella formazione artigianale sarebbe rimasta alla base del suo lavoro per tutta la vita. Quando nel 1937 aprì la sua maison a Parigi, Balenciaga portò con sé una padronanza tecnica costruita molto prima della fama internazionale.

Coco Chanel lo descrisse così: «Balenciaga è l’unico vero couturier. Tutti gli altri sono semplicemente fashion designer.» Christian Dior lo definì «il maestro di tutti noi».

Balenciaga partiva spesso dal tessuto più che dal disegno. Lavorava direttamente sul drappeggio, cercando la forma ideale sul corpo prima ancora di trasformarla in un capo definitivo. Da quel metodo nacquero alcune delle silhouette più rivoluzionarie del Novecento: il cappotto cocoon, la tunica, l’abito a sacco e i volumi balloon. Forme apparentemente semplici, costruite su una complessità sartoriale straordinaria.

La qualità dei materiali era per lui una condizione imprescindibile.

La serie racconta molto bene questo aspetto attraverso la vicenda delle divise Air France. Balenciaga accettò la sfida di disegnarle, ma il passaggio dalla couture alla produzione industriale rappresentò uno scontro con il suo modo di intendere il mestiere. È una scena romanzata, che restituisce efficacemente il conflitto tra l’artigianalità assoluta in cui aveva sempre creduto e un’industria che stava cambiando.

Alla fine degli anni Sessanta il mondo della moda era ormai diverso: il prêt-à-porter cresceva rapidamente, la couture perdeva centralità e persino la qualità dei tessuti stava cambiando. Nel 1968, a 73 anni, Balenciaga chiuse le sue maison e si ritirò.

La serie, composta da sei episodi, racconta proprio questo percorso: dall’arrivo a Parigi nel 1937 fino al ritiro dalle scene.

È il ritratto di un uomo che considerava la sartoria un’arte e che continuò a difenderla fino all’ultimo punto cucito.

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