C’è un paesino sul Lago d’Iseo, poche migliaia di anime, che ogni estate vedeva arrivare una bambina delle Canarie mandata dai nonni per due mesi. Piscina, oratorio, montagna, amici italiani. Nessuno, tra chi la incrociava a Pianico, avrebbe immaginato il percorso che avrebbe fatto.
Indira Paganotto nasce il 30 maggio 1992 a Las Palmas, nelle Canarie. Cresce tra Gran Canaria e Madrid, dentro la collezione di dischi del padre — DJ a Goa negli anni Ottanta — tra disco, jazz, acid house e Goa trance. La madre è di Bergamo, di Pianico per la precisione. Le estati bergamasche restano un capitolo fisso della sua infanzia, raccontato più volte in interviste italiane, quasi mai citato dalla stampa musicale internazionale che la segue.
Pubblica il suo primo disco già nel 2012, su Pooledmusic. Ma è con Charlotte de Witte e la sua etichetta KNTXT che la carriera trova una direzione precisa: “Himalaya” nel novembre 2021, “Lions of God” nel dicembre 2022, secondo capitolo della collaborazione. Nel giugno 2022 fonda Artcore, che diventa in fretta un ecosistema che va oltre la semplice etichetta discografica — include eventi ed estensioni di brand. Nello stesso anno sale per la prima volta sul palco di Tomorrowland. Il suo suono si costruisce su un’eclettica fusione di psy-trance e techno underground, groove anni Novanta e asprezze contemporanee — un marchio che DJ Mag stessa ha definito “psy-techno”.
Nel marzo 2023 arriva la collaborazione con Nina Kraviz, “White Horse”, pubblicata su Trip Recordings. Nello stesso anno DJ Mag la inserisce per la prima volta nella Top 100 DJs, alla posizione 97. Nel giugno 2024 firma “Mantra” con Joseph Capriati, decima uscita di Artcore. Nell’estate dello stesso anno è tra gli headliner della Techno Arena di Airbeat One.
Quando parla dell’Italia, lo fa senza traduzioni: in italiano, con quella familiarità che viene da estati passate a Pianico dai nonni. Oggi ha quasi due milioni di follower e non ha mai smesso di raccontarlo.



