Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

L’onda che si è ritirata

Una settimana. Bastano sette giorni perché un’onda di otto metri, costruita per restare impressa, diventi un ricordo sfocato in un feed che corre altrove.

Il 23 giugno Pharrell Williams ha portato il Pacifico dentro la Cité Internationale Universitaire di Parigi. Trentasette metri di acqua in movimento, sabbia vera sotto i piedi dei modelli, un van da surfista all’ingresso. Fuori, Parigi toccava quel giorno stesso punte vicine ai 41 gradi, nel pieno di una delle ondate di caldo più dure della sua storia recente. Dentro la scenografia, l’acqua circolava in circuito chiuso e tornava nella rete fognaria: nessuno spreco, ha ribadito LVMH.

Il problema, però, non era solo l’acqua. Era il tempismo.

A pochi metri dalla passerella vive una comunità studentesca numerosa, e il contrasto tra quel paesaggio artificiale e il contesto reale ha acceso le critiche: il messaggio è parso stonato in piena canicola, con restrizioni di accesso e malumori già emersi nelle ore successive.

Il giorno dopo è arrivata Dior, poi le altre maison in calendario. La polemica si è asciugata più in fretta dell’acqua di Eau de Paris.

Resta una domanda che nessuno ha più posto ad alta voce: a chi serviva, davvero, quella scena.

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