Dal 30 aprile al 3 maggio la Mostra d’Oltremare torna ad essere il centro nevralgico del fumetto e dell’intrattenimento. XXVI edizione, numeri che fanno girare la testa: oltre 480 ospiti, 650 eventi, 520 espositori. Ma al di là dei dati – che certificano COMICON come seconda fiera di settore in Italia dopo Lucca, con un impatto economico stimato sui 43 milioni di euro – c’è la sostanza. E quest’anno la sostanza ha nomi pesanti.
Partiamo dal Magister, Leo Ortolani.
C’è la mostra “Leologia”, il libro Stratigrafia di un fumettista e una serie di incontri in cui racconta il passaggio dalla geologia al fumetto. È la celebrazione di un autore che ha riscritto l’umorismo nel graphic novel italiano, da Rat-Man a Tapum!.
Poi gli internazionali. Per la prima volta in Italia arrivano Kazuhiko Torishima, storico editor di Dragon Ball e figura chiave nella carriera di Toriyama, e Makoto Yukimura, autore di Vinland Saga, che presenta il capitolo conclusivo della sua opera. Pezzi di storia della cultura pop globale.
Stesso discorso per Don Rosa, maestro Disney di ritorno dopo dieci anni, e per John C. McGinley, il Dr. Cox di Scrubs.
C’è spazio anche per cinema e serie TV, con l’anteprima italiana di From (con Catalina Sandino Moreno e Scott McCord) e un evento Netflix dedicato alla WWE, con Zerocalcare. Nel gaming, spiccano Troy Baker, voce iconica di The Last of Us, e Luca Parmitano, in dialogo su spazio e simulazione insieme a Caparezza e allo stesso Ortolani.
Proprio Caparezza è protagonista con Orbit Orbit, progetto ibrido tra musica e fumetto: in mostra tavole inedite e schizzi che confermano quanto il confine tra linguaggi sia ormai poroso.
C’è anche uno spazio dedicato all’impegno culturale e politico: “Pop Wave – COMICON for Palestine”, con artisti, mostre e incontri. E fuori festival, al Maschio Angioino, una retrospettiva dedicata a Robert Crumb (da fine maggio).



