La prima cosa che gli diedero da fare, nel macello di Digbeth, fu svuotare gli stomaci delle pecore. Ozzy aveva sedici anni e nell’autobiografia I Am Ozzy racconta che all’inizio faticò, poi si abituò all’odore, tanto che quando si fu guadagnato la fiducia dei colleghi lo spostarono ai bovini. Ci rimase diciotto mesi. Lo mandarono via quando picchiò un collega, che dovettero portare in ospedale.
Prima del macello aveva provato quasi tutto il resto: il cantiere come manovale, l’apprendistato da idraulico, quello da attrezzista, il collaudo dei clacson in una fabbrica di automobili. Aveva lasciato la scuola a quindici anni. Abitava al 14 di Lodge Road, ad Aston. Il padre faceva i turni di notte alla General Electric, la madre lavorava alla Lucas.
A scuola andava male, e da adulto ha parlato della dislessia e del disturbo dell’attenzione che avevano segnato quegli anni. Lo tormentavano un insegnante e alcuni compagni, tra loro Tony Iommi, un anno avanti a lui. Qualche calcio e qualche insulto, scrive Ozzy, niente di più.
Poi vennero i furti, e anche lì le cose andarono male. Racconta di aver preso dei vestiti da neonato, per sbaglio, perché era buio; di aver lasciato una televisione in una casa dopo che gli era caduta sopra; di essere entrato in un negozio a rubare camicie con guanti che gli lasciavano scoperto il pollice. La polizia bussò alla sua porta e gli disse, ricorda, che non era proprio un Einstein. Sei settimane a Winson Green, la prigione di Birmingham.
Quando uscì, il padre, che di soldi in casa ne aveva visti sempre pochi, fece un prestito per comprargli un impianto voce. Ozzy lasciò un annuncio nella vetrina di Ringway Music: OZZY ZIG NEEDS GIG, has own PA.
Si presentò Geezer Butler, che suonava nei Rare Breed e cercava un cantante. Durò pochi mesi. Poi bussarono Tony Iommi e Bill Ward, reduci dai Mythology, una band che si era sciolta. Con Iommi Ozzy era stato a scuola, e Iommi all’inizio lo liquidò. Provarono lo stesso.
Il primo nome fu Polka Tulk Blues Band, dalla confezione di borotalco di sua madre, così racconta lui. Il 24 agosto 1968, al County Ballroom di Carlisle, erano ancora in sei: oltre ai quattro c’erano un sassofonista e un chitarrista slide. Tornarono in quattro, con un altro nome, Earth. Poi Black Sabbath. A novembre del 1969 registrarono il primo disco a Londra. Uscì il 13 febbraio 1970.
Quell’anno suonarono a Top of the Pops, che Ozzy da ragazzino guardava con la famiglia. Aveva ventun anni.
Il 28 luglio 1987 tornò in un carcere, il Wormwood Scrubs di Londra, stavolta per suonare. Nel libro lo ricorda come l’ultimo bel ricordo degli anni Ottanta.



