Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Silvana Armani e i nuovi orizzonti: la prima collezione dopo Giorgio

Silvana Armani ha chiamato la sua prima collezione donna Nuovi Orizzonti. L’ha presentata domenica mattina al teatro di via Borgognone, lo stesso posto di sempre. Gli stessi ospiti, lo stesso rituale. Cambiava solo chi aveva disegnato i vestiti.

Ha tolto il nero. Al suo posto bordeaux, grigi, bianchi, verde salvia, blu notte. Le giacche hanno perso le imbottiture. I pantaloni scendono fluidi fino al pavimento. I cappotti in cashmere e flanella si portano come se fossero cardigan. L’unico accento cromatico sono sottili cinture rosse sui completi da giorno. Niente gioielli. Trucco quasi invisibile. Nella seconda parte della sfilata i vestiti guardano all’Oriente — kimono, tuniche, velluti che si muovono con chi li indossa.

Sul finale è arrivata la voce di Mina. A costo di morire, un inedito scritto da Fausto Leali, nato per celebrare i cinquant’anni di carriera di Giorgio Armani. È diventata altro, dopo settembre. Mina l’ha cantata lo stesso.

Silvana ha salutato alla fine. Senza discorsi.

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