Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Saint Laurent AW 2026: Vaccarello e i sessant’anni dello smoking femminile

Lo smoking è un territorio minato. È identità, memoria, mito. Proprio quest’anno ricorre il sessantesimo del femminile. Era il 1966 quando Yves lo portò alle donne. Fu scandalo: chi lo indossava nei ristoranti veniva invitata ad andarsene. Una signora newyorkese si tolse i pantaloni e rimase in giacca. Improvvisò un mini-dress. Helmut Newton ci costruì sopra un immaginario notturno. Vaccarello evita qualsiasi celebrazione.
Interviene solo su proporzioni e peso: spalle forti, fianchi disegnati, costruzione alleggerita. Per la prima volta lo smoking è privo di fodera. Lo porta sulla pelle nuda, per il giorno. Nero, naturalmente, ma anche cioccolato o spezzato. Il sartoriale si muove accanto al fluido — tuxedo affianca trench, spalmati di silicone, lavorazioni strutturate — senza che nessuno dei due perda terreno. Non è un museo. Non è nemmeno un archivio. È Saint Laurent, ma vivo.
Sessant’anni dopo lo scandalo, il vestito è ancora lì. Intatto. E quasi nessuno sa ancora come portarlo.

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