Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Le scale di San Martino, quando Napoli cammina piano

Dal Vomero la città sembra addormentata.
Qualcuno apre piano la finestra, una moka borbotta, e il cielo si tinge di rosa.
È l’ora giusta per prendere le scale di San Martino, la Pedamentina, e scendere verso Napoli passo dopo passo.

Quattrocentoquattordici gradini di pietra viva che collegano la Certosa al centro.
Un sentiero che profuma di tufo e d’alba.
Ogni gradino ha una voce: un muro che sbriciola, un cancello che cigola, un odore di pane che arriva dal basso.

C’è un uomo che fuma affacciato, una donna che annaffia le piante in vestaglia, un gatto che ti guarda come se sapesse chi sei.
Ti volti e il golfo si apre, lento, con il Vesuvio che resta immobile.

Le scale finiscono, ma non ti lasciano andare.
Napoli resta negli occhi, come la luce che rimane dopo aver guardato il sole.

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