Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

La gazza ladra: Marsiglia, ostriche e dignità rubata

Robert Guédiguian filma Marsiglia da quarant’anni. Sempre il suo quartiere, l’Estaque. Case sul mare, gente che campa come può.

Maria fa la badante. Accudisce anziani, li accompagna, li ascolta. Ha un sogno: vedere il nipote diventare pianista. Per pagare le lezioni ruba. Poco: qualche euro qui e là. Abbastanza per comprarsi ostriche vista mare, per sentire musica classica mentre mangia. Vivere non può essere solo tirare avanti.

Il titolo viene dall’opera di Rossini. Ma qui nessuno condanna Maria. Guédiguian la guarda con tenerezza. Lei ruba per avere un po’ di bellezza, quei piccoli piaceri che altrimenti non potrebbe permettersi.

Non è come i suoi film degli anni Novanta. È più quieto. Ma i temi restano: precarietà economica, padri e figli che non si capiscono, Marsiglia sempre uguale.

Gli attori sono sempre gli stessi: Ariane Ascaride (moglie del regista), Jean-Pierre Darroussin, Gérard Meylan. Invecchiano insieme a lui, film dopo film.

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