Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Antonio Banderas compie 66 anni: dal calcio mancato al cuore da operare, la vita di un attore che si è sempre messo in gioco col corpo

Il 10 agosto 1960 nasce a Malaga José Antonio Domínguez Banderas, figlio di un commissario di polizia e di un’insegnante. Non è un attore, non ancora. È un ragazzino che sogna il pallone, gli allenamenti, il campo. A quattordici anni si infortuna a un piede. Quell’infortunio chiude una porta e ne apre un’altra, quella del teatro, dove si infila quasi per caso, tra la scuola e le strade di Malaga.
A Madrid si mantiene facendo il modello e il cameriere, recita di sera dove capita, finché non trova posto al Teatro Nazionale Spagnolo. Nell’ambiente teatrale madrileno entra in contatto con Pedro Almodóvar, e nel 1985 arriva il primo film, Labirinto di passioni. Da quel momento i due lavorano insieme a lungo: Matador, La legge del desiderio, Donne sull’orlo di una crisi di nervi. Il sodalizio con Almodóvar diventa una delle collaborazioni più importanti del cinema spagnolo contemporaneo, e attraversa i decenni fino a La pelle che abito nel 2011 e a Dolor y Gloria nel 2019, film che gli vale il premio per la migliore interpretazione maschile al Festival di Cannes e una nomination all’Oscar.
Hollywood arriva negli anni Novanta, con Philadelphia accanto a Tom Hanks e Denzel Washington, poi Intervista col vampiro, poi Desperado di Robert Rodriguez, il suo primo ruolo da protagonista americano. Nel 1998 indossa la maschera di Zorro, e per quel film ricorre meno del previsto alle controfigure in diverse scene di combattimento, decisione che gli costa allenamento fisico intenso. La spettacolare sequenza a cavallo nella scena della fuga è invece opera di uno stuntman professionista, Tad Griffith.
Il 26 gennaio 2017 Banderas ha un problema cardiaco che lo porta in sala operatoria: gli vengono impiantati tre stent. Da quel giorno, dirà lui stesso, cambia il modo di guardare al tempo che resta.
Sessantasei anni oggi. Un infortunio al piede, una spada che ha imparato a maneggiare per un film, tre stent nel petto. Nessuna di queste cose spiega Banderas da sola. Messe insieme, raccontano un uomo che ha sempre scelto di esserci con il corpo, prima ancora che con la faccia.

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