Dal 17 al 23 novembre Milano si riempie di voci. È la nona Milano Music Week e il tema è “Nuova Generazione”, che poi significa guardare avanti senza dimenticare da dove vieni.
Quattrocento eventi. Il cuore pulsa attorno a Parco Sempione: la Triennale, Palazzina Appiani, i Dazi.
Nur Al Habash torna alla direzione artistica, con lei Tananai.
Cesare Cremonini il 20 novembre al Piccolo Teatro Grassi presenta “CREMONINI LIVE25” in anteprima. Frah Quintale incontra Mattia del Moro. Manuel Agnelli, Paolo Fresu, Tosca, Stefano Senardi si mettono a parlare dello stato della musica italiana.
Nascono cose nuove: “Diggin’ with” ti porta nei negozi di dischi indipendenti. “The Stereo Line” attraversa i listening bar. Con Auroro Borealo, Colombre, Venerus, Eugenio Finardi. Nomi che pesano.
Poi c’è Periphonic che porta la musica dove serve davvero: nei quartieri periferici. Quest’anno il Municipio 2, Pasteur, Via Padova, Turro, Martesana.
Il 22 novembre “Festa Grossa” davanti a Palazzina Appiani, MI AMI e Milano Music Week insieme. Il primo party open-air della settimana. E lo stesso giorno si festeggia: vent’anni di MI AMI.
Linecheck torna dal 17 al 22 tra BASE e San Fedele, con Joy Orbison e Sega Bodega. I Chemical Brothers festeggiano trent’anni ai Magazzini Generali con un dj set il 22. ANNA, I Cani, Dardust. Pellegrino al party di Le Cannibale. Coca Puma e Cyaodieffe che parlano di come cambia la musica. Mimì che racconta la sua strada da X Factor a Sanremo Giovani.
Il 22 tornano i SIAE Music Awards al Superstudio Più. Il 23 c’è il think tank sulla parità di genere nel music business. E poi talk sui diritti, sull’A&R, sulla sostenibilità, sui territori. Frank Briegmann di Universal Central Europe che spiega dove sta andando l’industria.
Quattrocento eventi sono troppi, lo so. Ma è proprio questo il bello: non devi vederli tutti. Devi scegliere, seguire l’istinto, perderti. Milano per una settimana diventa un labirinto di suoni e tu devi solo lasciarti andare.


