Se si gira un vasetto comprato dopo un video visto sui social e l’etichetta ha lettere minuscole e nessun indirizzo riconoscibile, la domanda da farsi viene prima del prezzo: chi ha fatto questa crema, e a chi ci si rivolge se qualcosa va storto?
Il Regolamento (CE) 1223/2009 sui cosmetici risponde in modo preciso. Un cosmetico può essere messo in vendita nell’Unione europea solo se è stata designata una persona, fisica o giuridica, come responsabile, e questa persona deve garantire il rispetto degli obblighi previsti dal regolamento (articolo 4). Per un prodotto importato il responsabile è l’importatore, che può affidare l’incarico, con mandato scritto, a un altro soggetto stabilito nell’Unione.
Prima della vendita il responsabile deve inviare alla Commissione europea, per via elettronica, le informazioni sul prodotto: la categoria e il nome, il proprio nome e indirizzo, il paese di origine se il prodotto è importato, e la formula di riferimento che serve a curare chi dovesse avere problemi (articolo 13). Questi dati vengono messi a disposizione anche dei centri antiveleni, che possono usarli solo a fini di cura.
Sul contenitore, poi, devono comparire il nome e l’indirizzo del responsabile e, per i prodotti importati, il paese di origine. Lo stabilisce l’articolo 19, che richiede anche l’elenco degli ingredienti.
Dietro ogni vasetto c’è una formula e qualcuno che l’ha messa a punto. Per la Nivea Creme, che esce a dicembre 1911, fu l’Eucerit del chimico Isaac Lifschütz, un emulsionante che teneva insieme acqua e olio in modo stabile. Nel Regno Unito, racconta il marchio, la latta blu di alluminio fu sostituita con la plastica perché i britannici la associavano al lucido da scarpe.
Non vuol dire comprare solo marchi famosi. Vuol dire cercare sull’etichetta, prima di aprire il vasetto, il nome di chi risponde del prodotto e, nel dubbio, farsi consigliare in negozio.



