Ottobre, ad Anversa. Un uomo esce in giardino con le forbici e una macchina fotografica. Taglia rose, dalie, delphinium. Li appende a fili trasparenti davanti a un fondale di carta azzurra e li fotografa uno per uno. I fiori non sono al loro massimo. Sono quelli di fine stagione, con le macchie nere, la muffa, i petali che cominciano a piegarsi.
Dries Van Noten cercava esattamente quelli.
Da quasi trent’anni cura il giardino della sua casa neoclassica del 1840, cinquantacinque acri di rose, alberi da frutto, erbe alte. Per anni ha tenuto separate le sue due vite, la moda e la terra, “come la Chiesa e lo Stato”. Poi, per la collezione Autunno/Inverno 2019, le ha fatte toccare: ha trasformato quelle fotografie in stampe, e le stampe in abiti di seta, trench laccati, giacche imbottite, top di chiffon.
La parte che conta è la scelta del momento. Van Noten non aspetta la fioritura piena, il fiore da catalogo. Aspetta quando il colore comincia a spegnersi. Dice che il giardino, dopo un’estate di gloria, ha una sua bellezza proprio mentre si ritira. Le macchie e la muffa non rovinano niente: danno realtà al fiore, gli danno quella “strana bellezza” che lui insegue da sempre.
C’è un contrasto che vive dentro questo lavoro. Nella moda tutto corre, tutto va controllato al millimetro, tutto arriva a una scadenza. In giardino no: la natura ti fa aspettare, e per questo ti sorprende ancora. Lui frequenta da decenni uno spazio dove il controllo non basta.
Lo stesso gusto torna nelle sue risposte minime. In un questionario per Frieze raccontava che la passione visiva era nata da bambino, davanti alla collezione di pittura neoclassica del nonno. Diceva che l’arte serve a smuovere e a calmare l’emozione nello stesso gesto. Alla domanda su cosa gli piace guardare, rispondeva: gli avanzi su una tavola la mattina dopo una cena tra amici. Non la tavola apparecchiata. Quello che resta.
E alla domanda su quale opera sceglierebbe se potesse viverne una sola, rispondeva con una frase che è quasi un ritratto: l’arte di bilanciare le priorità, tra le proprie passioni e i doveri della vita.
Oggi quel mondo si è allargato. Dopo aver annunciato l’addio alla direzione creativa nel marzo 2024, Van Noten ha aperto a Venezia, con Patrick Vangheluwe, la Fondazione che porta il suo nome: Palazzo Pisani Moretta, sul Canal Grande, comprato nel 2025. La prima mostra si intitola The Only True Protest Is Beauty e resta aperta fino a ottobre. Una bellezza, ancora una volta, che disturba prima di rassicurare.
Continua a fidarsi di ciò che non si può forzare. Un fiore che cambia, una tavola disfatta, una forma che non coincide mai con la perfezione.



