Alla Mostra d’Oltremare oggi si chiude Creattiva. Nei padiglioni 5 e 6 c’è ancora quell’odore di colla a caldo, stoffe stirate, legno carteggiato. È l’ultimo giorno della fiera che da quattordici edizioni tiene insieme mani e idee: l’artigianato creativo del Sud.
Oltre novanta espositori su seimila metri quadrati. Arrivano da dodici regioni, anche da Spagna, Polonia, Ecuador. Portano bigiotteria, ceramica, tessuti, saponi, vetro, paste modellabili. E portano il loro tempo: quello lento, quello che aspetta che la colla asciughi.
Creattiva è nata a Bergamo nel 2008, dal 2012 è a Napoli. Qui le espositrici fanno le maestre: aprono corsi, mostrano come si cuce, si assembla, si reinventa. Nei laboratori Show Lab e Bijoux la gente non guarda: taglia, incolla, prova, sbaglia, riprova.
Nel padiglione 5 c’è l’area del ricamo. Le appassionate si ritrovano come in un salotto. I bambini imparano a cucire bottoni o fare collage, le insegnanti entrano gratis con lo Speciale Docenti per portare a scuola quello che altrimenti si perderebbe.
L’anno scorso ventunomila persone, quasi tutte donne, da tutto il Sud. Quest’anno i conti non ci sono ancora, ma basta guardarsi intorno. Oggi l’ingresso costa 12 euro (10 online), dalle 17 si entra gratis con registrazione sul sito: un’ora per toccare con mano chi resiste con ago, colla e fantasia.
Promoberg organizza, la Mostra ospita, il Comune patrocina. Ma il senso di Creattiva sta tutto tra una stoffa e una parola gentile. C’è ancora chi sceglie di fare con le mani, di sbagliare, di ricominciare. E c’è ancora chi si ferma a guardare.


