Moda che torna a respirare a Firenze
Nelle nuove sale del Museo della moda e del costume di Palazzo Pitti l’aria si muove diversa. Hanno aperto armadi rimasti chiusi per anni e fuori sono venuti abiti che sembrano ancora trattenere il fiato di chi li ha indossati.
Tuniche degli anni Venti che sanno di fumo e di balli proibiti, le architetture di Capucci che sembrano statue, le linee nette di Yves Saint Laurent e Pierre Cardin, le invenzioni di Schiaparelli. E poi Coveri, con i suoi anni Ottanta accesi come insegne al neon.
Sono quaranta pezzi, ma dietro ognuno si sente un’intera stagione di vita: notti lunghe, corpi che si muovevano dentro quelle stoffe, occhi puntati addosso.
Museo che li mette a confronto con i quadri di Chini, Casorati, Burri: tessuti che si specchiano nei colori, dipinti che cambiano luce accanto a una manica o a un orlo.
Dentro quelle sale la moda continua a camminare.



