Ieri l’apertura, oggi la seconda giornata. Ma in fondo il calendario ha un solo appuntamento segnato a penna rossa: domenica 28 settembre, ore 19, Brera. L’ultima sfilata disegnata da Armani.
Il resto si muove attorno. Stilisti che parlano senza dire, con palette grigie, velluti opachi, giacche che ricordano la sua lezione. Non è citazionismo, è un modo per dire grazie.
Intanto, i cinquant’anni della maison diventano mostra: non un archivio muto, ma un racconto che respira ancora. Armani non è un ricordo lontano, è un vocabolario che la moda continua a usare.
Milano sfila, ma sembra fermarsi ogni tanto. E in quei silenzi capisci che senza memoria la moda è solo rumore di flash.



