Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Moda inverno 2025: la guida di chi ha fretta

La cintura larga in pelle. Quella grossa, con la fibbia importante. L’ho vista ovunque — Chloé, Saint Laurent, Isabel Marant — ma non serve spendere così. Zara ne ha una nera che costa trenta euro e fa lo stesso effetto. La butto sopra il cappotto, sopra il vestito lungo, sopra quel maglione che da solo non dice niente. E improvvisamente ho un punto vita. Funziona sempre.

La gonna lunga morbida. Quella che si muove quando cammini, tipo boho ma senza sembrare che vai a un festival. H&M e Mango ne hanno di belle quest’anno — a fantasia o in tinta unita, tessuti che non si stropicciano. La metto con gli anfibi e la giacca di pelle e sono fuori in cinque minuti. Zero stiratura, zero abbinamenti complicati.

Il cappotto oversize con la sciarpa enorme. Questo è il mio look di dicembre quando non ho dormito. Max Mara fa quelli bellissimi, ma anche COS e &Other Stories hanno cappotti larghi che costano la metà. La sciarpa la prendo grande, magari tartan, magari cammello — l’importante è che ci sparisco dentro. Mi avvolgo e cammino.

Il borgogna. Questo colore mi sta salvando. Non è il rosso di Natale, non è il marrone da ufficio, è in mezzo ed è perfetto. Ho preso un blazer su Massimo Dutti — ottanta euro in saldo — e lo metto sempre. Con i jeans, con i pantaloni neri, con la gonna. Charlotte Casiraghi ne ha indossato uno in tweed qualche giorno fa e sembrava vestita per sempre. Ecco, quello.

E poi un pezzo neon. Uno solo. Prada e Gucci hanno fatto sfilare cose fluorescenti pazzesche, ma io ho preso una borsa verde lime da Bershka e mi basta. La metto col cappotto grigio e spacca tutto. Costa quindici euro, dura una stagione, ma intanto sono quella col verde che si vede da lontano.

Cinque cose. Le trovi ovunque. Le metti senza pensare.

Vado.

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