Sono stata invitata a un party e voglio un vestito della linea Kate Moss di Zara. Sono scomparsi — esauriti in pochi giorni, due volte in un anno. E mo che mi metto, l’economia circolare?
La prima collezione è uscita il 30 novembre 2024. Quaranta pezzi, prezzi dai 28 ai 999 dollari, ispirazione disco-rock anni Settanta. La seconda — festival, Glastonbury, shorts in pelle dorata — a giugno 2025. Entrambe le volte lo stesso risultato: sold out nel giro di ore, poi il vuoto.
Kate Moss ha progettato entrambe con Katy England, la sua stylist da trent’anni. L’idea era semplice: prendere quello che Moss ha sempre indossato — i pezzi trovati nei mercatini americani, nelle boutique di Parigi — e renderlo accessibile. Accessibile nel senso di Zara, non nel senso che lo trovi ancora.
Quello che resta è il meccanismo. Zara lancia, il mercato risponde in modo sproporzionato, i pezzi spariscono. Chi non arriva in tempo li cerca su eBay, su Vinted, su Depop — con tag ancora attaccati, a prezzi che non hanno più niente di fast fashion. Il vestito è lo stesso. Il contesto no.
Il vestito di Kate Moss per Zara è scomparso. E adesso?
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