Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Guadagnino difende Chalamet: «Non capisco come un commento diventi una polemica planetaria»

Timothée Chalamet aveva detto che non voleva lavorare in forme d’arte come il balletto o l’opera, dove si cerca di tenere in vita qualcosa di cui “non importa più a nessuno”. Lo aveva detto ridendo, in una conversazione con Matthew McConaughey per Variety e CNN. La risposta del mondo era arrivata come un muro.
La polemica era diventata così grande da entrare nel monologo di apertura di Conan O’Brien agli Oscar. Il Maggio Musicale Fiorentino aveva persino scritto sui social invitando Chalamet a venire a vedere l’opera diretta dal suo “vecchio amico Luca Guadagnino”.
Quel vecchio amico ha risposto adesso. In un’intervista a La Stampa, rilasciata in vista della prima di The Death of Klinghoffer a Firenze il 19 aprile, Guadagnino ha detto: “Non sono sui social media e non capisco come un singolo commento possa diventare una polemica planetaria.”
Ha aggiunto che Chalamet “avrebbe potuto risparmiarsela”, ma che è “giovane, intelligente, sensibile” e teme che il cinema diventi marginale. “Dobbiamo unire le arti, non separarle.”
Guadagnino sposta il discorso. Il problema era la paura che il cinema diventasse marginale.
A marzo avevamo scritto un’altra cosa. Che Chalamet è cresciuto dietro le quinte del New York City Ballet. Che sa benissimo cosa vale. Che forse quella frase non era una gaffe — era una provocazione calibrata. Il Royal Ballet and Opera di Londra ha registrato un incremento immediato di vendite dopo che le parole di Chalamet erano diventate virali. Il direttore Alex Beard lo ha ringraziato pubblicamente.
Una frase mal calibrata, un ecosistema che amplifica, un regista che prova a rimettere le cose in proporzione. Il cerchio si chiude a Firenze, il 19 aprile, con un’opera di John Adams che parla di due popoli condannati a stare insieme.

Antonio Banderas compie 66 anni: dal calcio mancato al cuore da operare, la vita di un attore che si è sempre messo in gioco...

Antonio Banderas compie 66 anni il 10 agosto. Dal calcio mancato al sodalizio con Almodóvar, dagli stunt di Zorro all’intervento al cuore del 2017: la storia vera. Slug

Yves Saint Laurent, l’uomo che ha vestito il potere delle donne

Orano, 1 agosto 1936. Una villa sul Mediterraneo, due...

Lost in Translation, o dell’amore che sapeva già di dover finire

Come Sofia Coppola convinse Bill Murray, il milione di dollari speso alla cieca e perché il finale di Lost in Translation è nato da un’improvvisazione mai svelata.

Jeff Mills non ha mai parlato alla radio. Non ne aveva bisogno.

Dalla radio di Detroit al Limelight di New York: tre episodi verificati e poco noti sulla storia di Jeff Mills, il Wizard della techno.

Io e Annie

La vera storia dietro Io e Annie: dal giallo mai girato al montaggio riscritto, dai cameo reali di Truman Capote e McLuhan al cognome di Diane Keaton.

La voce di Pasolini è tornata nella casa dove tutto era cominciato

A Casa Colussi, Casarsa della Delizia, una sala immersiva restituisce voce e immagini di Pasolini nei luoghi dove nacque la sua opera.

Toy Story 5 e Minions & Monsters: due film, due idee opposte di cosa raccontare ai bambini

Toy Story 5 e Minions & Monsters arrivano nelle sale italiane a due settimane di distanza. Due modi opposti di raccontare l'infanzia, la stessa sensazione di deja vu.

Carl Cox: dai barattoli di fagioli al Capodanno vissuto due volte

Prima di toccare un giradischi da professionista, Carl Cox...

Ultimi articoli

Categorie