A Cork, nei primi anni Novanta, c’era un ragazzo magro che cantava acid jazz in un locale chiamato The Shelter. Nessuno di quelli che andavano a vedere i Sons of Mr. Green Genes avrebbe mai immaginato di stare guardando una futura star di Hollywood.
La Acid Jazz Records offrì alla band un contratto per cinque album. Murphy rifiutò: suo fratello era ancora a scuola, il contratto cedeva tutti i diritti, i soldi erano pochi. Lo chiamò un “shitty deal” e non ci pensò più.
Poi arrivò il teatro. Poi Danny Boyle. Poi Nolan. Poi l’Oscar per Oppenheimer, nei panni del padre della bomba atomica.
Oggi compie cinquant’anni. Legatissimo alla vita familiare nella natia Irlanda. Lontano da Hollywood quanto basta per continuare a scegliere i personaggi sbagliati nel modo giusto.
Disse che non aveva continuato con la musica perché non si riteneva abbastanza bravo.
Cinquant’anni dopo, qualcuno lo ricorda ancora suonare la chitarra ritmica in un pub di Cork. Gli altri lo ricordano come Oppenheimer.


