Sul Main Stage del Coachella — il festival più fotografato, più citato, più desiderato del pianeta — l’ultimo nome della serata era italiano.
Matteo Milleri, in arte Anyma, produttore italoamericano, ha chiuso il palco principale del Coachella Valley Music and Arts Festival. Headliner. Non opening act, non special guest, non sorpresa dell’ultimo minuto. Headliner.
Ha portato ÆDEN — il suo show audiovisivo più ambizioso — davanti a decine di migliaia di persone nel deserto. Ambienti digitali, figure post-umane, scenografie che fondono musica e immagine in qualcosa che si guarda, si subisce, si attraversa.
È uno spettacolo totale — più vicino a un’installazione cinematica che a un DJ set. La differenza, per chi lo ha visto, è difficile da descrivere. La stessa che c’è tra sentire un disco e stare in una sala quando il buio cade davvero.
L’Italia lo ha ignorato per anni. Il mondo, evidentemente, no.
Anyma ha chiuso il Coachella. L’Italia non se n’è ancora accorta
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