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La casa degli spiriti arriva su Prime Video: il romanzo di Isabel Allende diventa serie

Clara del Valle smette di parlare per nove anni. Isabelle Allende scrive questa cosa con una naturalezza disarmante, come se il silenzio fosse una delle tante forme di presenza possibili.

È quella stessa qualità — il domestico e il soprannaturale trattati allo stesso modo, senza gerarchia — che ha reso La casa degli spiriti un romanzo impossibile da ridurre senza perdere qualcosa. Il film del 1993 ci aveva provato. Jeremy Irons, Meryl Streep, Glenn Close, Winona Ryder — un cast impossibile che aveva comunque lasciato la sensazione di un’opera depotenziata, svuotata della sua radice cilena, tradotta in una lingua che non era la sua. Dal 29 aprile su Prime Video arriva l’adattamento che non era mai stato fatto nel modo giusto: otto episodi, girato interamente in Cile, in spagnolo, con Allende stessa nel ruolo di produttrice esecutiva insieme a Eva Longoria.
La serie segue tre generazioni della famiglia Trueba-del Valle attraverso cinquant’anni di storia. Al centro rimane il contrasto che struttura tutto il romanzo: Esteban Trueba, interpretato da Alfonso Herrera, uomo violento e conservatore che costruisce la sua fortuna sulla forza bruta; Clara del Valle, interpretata da Nicole Wallace nella giovinezza e da Dolores Fonzi nella maturità, dotata di poteri chiaroveggenti e di una capacità di abitare il mondo che sfugge a qualsiasi logica di controllo. Intorno a loro le donne che portano avanti la memoria — Blanca, Alba — figure che nel romanzo non esistono ai margini della storia ma ne sono la spina dorsale.

La scelta di girare in Cile è una scelta narrativa. Il colpo di stato di Pinochet del settembre 1973 è un evento che nel film di Hollywood aveva perso i contorni precisi, diventando sfondo generico di violenza politica. Qui, con i paesaggi reali della Cordigliera e di Santiago, con attori latinoamericani che abitano quella storia dall’interno, quella violenza ha un indirizzo. La tenuta delle Tre Marie, la grande casa nell’angolo, il palazzo in rovina — tutto è stato ricostruito o girato in luoghi reali, e si vede.
Francisca Alegría e Fernanda Coppel guidano la serie con un obiettivo dichiarato: restituire il realismo magico nella sua forma originale, non come effetto speciale ma come dato di realtà. I cani che volano, le profezie di Clara, i mobili che si spostano da soli — nel romanzo queste cose accadono senza che nessuno le commenti. La serie, stando alle anticipazioni, mantiene questa grammatica. I poteri di Clara non sono mai spiegati perché non richiedono spiegazione: esistono, come esistono il vento e le maree.
Il romanzo uscì nel 1982. Allende aveva quarant’anni, era in esilio dal Cile dopo il golpe, e lo scrisse in forma di lettera alla nonna morente. Divenne uno dei libri più venduti in lingua spagnola del Novecento, tradotto in più di quaranta lingue. Chi lo ha letto a sedici anni probabilmente lo ricorda con quella precisione particolare che si riserva ai libri che hanno cambiato qualcosa. Chi non lo ha mai aperto ha sette giorni per farlo.

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