Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

19:26, il producer che trasforma la techno in paesaggio emotivo

Raffaele Sorrentini, in arte 19:26, è uno dei nomi più interessanti della nuova generazione elettronica italiana. Napoletano, cresciuto in Abruzzo, porta la città d’origine dentro il nome stesso del progetto. 19:26 è l’anno di fondazione del Napoli calcio, un numero che si ritrova dipinto agli angoli della città, e il nome di uno dei primi locali in cui ha cominciato a mettere dischi. Tre legami in una sola sigla.

La sua musica si muove tra techno emotiva, ambient e suggestioni neoclassiche, con un approccio che cerca l’atmosfera più dell’impatto immediato.

19:26 debutta nel 2019, costruendo una scrittura concettuale fatta più di emozione che di genere. In pochi anni attira l’attenzione di nomi come Tale of Us, Tiësto e Camelphat, firma uscite per Siamese, Zamna e Afterlife, e inizia a girare il mondo come dj: Piramidi di Giza, Kappa Futur Festival, Space Miami, Ushuaïa Ibiza. Non un artista da formula, ma uno che lavora di sfumature, sospeso tra club e introspezione.

A ottobre 2025 pubblica su Afterlife The Passage, il suo primo EP solista sull’etichetta: cinque tracce che mettono al centro memoria, rottura, rinascita. Apre con Overrated insieme a MRAK, deep e atmosferica, senza fretta. Segue Relax Your Mind con Yubik, bassi gommosi e claps grezzi che crescono fino al caos. I due pezzi solisti aprono un’altra dimensione: Resurge è guidata dalla voce, Nocturne è la chiusura synth-heavy, notturna e riflessiva. Nel mezzo, All The Time con Layla Benitez, il momento più melodico dell’EP. Profondità, atmosfera, tensione che non esplode mai in modo gratuito: è questa la cifra.

Dries Van Noten fotografa i fiori quando cominciano a marcire

Ottobre, ad Anversa. Un uomo esce in giardino con...

Smart Working, me ne sono andato all’intervallo

Smart Working porta Maccio Capatonda in un ruolo compassato e Svevo Moltrasio alla sua prima commedia mainstream. Idea giusta, primo tempo che si siede: cronaca di una visione interrotta all’intervallo.

MEDUZA, tre italiani e un miliardo di stream

Da Piece of Your Heart alla nomination ai Grammy: come MEDUZA hanno portato la house italiana in classifica e sui festival di tutto il mondo

Off Campus e la serenità del già visto

Off Campus ha riportato “On the Floor” in classifica e trascinato dentro Jennifer Lopez attraverso il suo stesso vestido iconico. 36 milioni di visualizzazioni in 12 giorni, e un motivo preciso.

Escluso dal coro perché ritenuto stonato: il Rino Gaetano che pochi conoscono

C'è un dettaglio che ribalta quasi tutto quello che...

Il diavolo veste Prada 2 — uscire dopo mezz’ora è una critica cinematografica

L'aspettavo da un anno. Nel frattempo avevo rivisto il...

Fight Club è un film su di te

Fight Club non è un film sulla violenza. È un film sull’uomo che compra per esistere e picchia per sentire. David Fincher, 1999. Ancora attuale.

Ultimi articoli

Categorie