Fastobal scrive al femminile: perché il maschile non è l’unica voce possibile.

Fino alle montagne

Ho guardato ieri Fino alle montagne (titolo originale Bergers). Molto molto bello. Assolutamente da vedere.

Lo confesso, avevo un po’ di paura. Temevo scivolasse nello stereotipo del “lascio tutto e vado a fare il pastore”, temevo ci fosse troppo romanticismo, avevo paura che a un certo punto la storia d’amore prendesse il sopravvento.

Invece no. Fino alle montagne è un film che non fa sconti alla realtà, a volte crudo, a volte drammatico, ma realistico dall’inizio alla fine. Anzi, direi reale. Cercavo dettagli da criticare, ma non ne ho trovati. Tutte le scene di lavoro con gli animali sono “giuste”, così come sono perfetti i dialoghi, le parole degli allevatori, di ogni interprete di questo film, cani compresi.

Non bisogna aspettarsi chissà che storia. Ma le emozioni vengono dal trovarsi trasportati lì, nei mas della Provenza, nei pascoli aridi della Crau, lungo il cammino della transumanza (si lamentano gli automobilisti anche in Francia), sui pascoli in quota dove vedere i grifoni che volteggiano può significare una cosa sola… Ho riso, mi sono commosso, ho annuito più volte.

Vederlo in lingua originale mi ha dato quel qualcosa in più, perché i protagonisti parlano con gli accenti che svelano le loro origini, dal pastore di origine marocchina agli allevatori della Provenza, qualcuno magari di lontane origini italiane, piemontesi…

La storia è tratta dal romanzo autobiografico D’où viens-tu, berger? di Mathyas Lefebure, un pubblicitario canadese che nel 2004 ha davvero mollato tutto a Montreal per andare a fare il pastore in Provenza. Due anni dopo ha raccontato la sua esperienza nel libro. Il film lo segue insieme a Élise, che anche lei ha lasciato il suo lavoro, e li accompagna nella transumanza con ottocento pecore attraverso le Alpi francesi.

È un film che racconta il mestiere senza abbellire niente. Il fango, la fatica, gli animali che muoiono, la solitudine che non si risolve. Ed è raro trovare un film così onesto.

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